Il Bari non esce dalla palude. Lo 0-0 casalingo contro lo Spezia è come una pillola che anestetizza ma non cura: un punto che muove la classifica ma non cambia il destino di una squadra in apnea. Nel silenzio di un San Nicola sempre più vuoto, i biancorossi mancano l’appuntamento con una vittoria che sarebbe stata ossigeno puro per la corsa salvezza.
La difficoltà nel concretizzare
“Dobbiamo vincere e su questo siamo tutti d’accordo. Quando siamo arrivati la squadra era penultima per percentuale di trasformazione delle occasioni. Stiamo lavorando sulla precisione negli ultimi passaggi: a Cesena si erano visti buoni segnali, poi c’è stato un passo indietro. Con lo Spezia abbiamo calciato 21 volte verso la porta: non porta punti, ma è un trend a cui dobbiamo dare continuità. Per segnare serve il contributo di tutti, anche dei centrocampisti. Quando parlo di coraggio intendo proprio questo”.
Ordine e identità da costruire
“Sono molto d’accordo, è un altro aspetto da migliorare. Con lo Spezia c’è stata una fase della partita in cui non eravamo solidi, avevamo perso le distanze e non avevamo quell’ordine. Abbiamo subito due o tre imbucate che non possiamo permetterci. Va messo nel conto il fatto che, rispetto alle altre squadre, non abbiamo ancora un’identità forte e spiccata: le altre hanno mesi di lavoro alle spalle. Il tempo è poco perché giochiamo ogni tre giorni”.
Gli attaccanti e le difficoltà offensive
“Sotto questo aspetto devo spezzare una lancia a favore degli attaccanti. Lui ha fatto 14 gol a Monza, ma giocare per vincere il campionato è diverso, perché produci di più e arrivano più palloni. Le squadre che devono salvarsi hanno più difficoltà a farlo: gli attaccanti vanno messi nelle condizioni di avere palloni giocabili”.
Spirito, atteggiamento e soluzioni
“Credo sia fondamentale in tutti gli aspetti della vita, tutti dobbiamo dare una mano per raggiungere l’obiettivo. Dobbiamo essere i primi a dare un segnale all’ambiente: solo tutti insieme possiamo provare a fare un’impresa che sembra impensabile. Ho provato a dire ai ragazzi di mettere il Bari al primo posto, davanti a tutto: bisogna fare qualcosa in più. Non basta il compitino, mi auguro che con una scintilla possa riaccendersi quello che è successo nei venti minuti della ripresa con lo Spezia. Traorè mi ha detto: “Che belli quei venti minuti”. Dobbiamo farlo, perché se riaccendiamo i tifosi diventano nostri alleati”.




